Nel Regno di Napoli, dal periodo svevo fino ai primi anni del XIX secolo, la parola “Università” non si riferiva a un'istituzione accademica, ma designava la comunità dei cittadini, ossia il Comune o Municipio. Le "Università" erano dunque i centri amministrativi locali, e la loro gestione era affidata a un Sindaco e a un gruppo di Eletti, il cui numero variava in base alla consistenza demografica comunale e all’epoca storica.
Nelle Università più piccole, come quella di Apollosa, a volte bastava un solo eletto per svolgere le funzioni di governo locale. Sindaco ed Eletti (simili agli attuali assessori), responsabili della gestione amministrativa, venivano scelti ogni anno tramite una votazione che avveniva in un pubblico Parlamento. Questo Parlamento si riuniva solitamente in piazza e vi partecipavano i cittadini più influenti e qualificati. Visto l'alto livello di analfabetismo, la votazione avveniva generalmente per alzata di mano o, in alcuni casi, utilizzando palline colorate per esprimere il voto.
Le candidature alle cariche pubbliche erano spesso frutto di accordi tra i cittadini più influenti, che avevano maggior seguito e potere. Poiché la durata della carica era annuale, le tensioni tra fazioni rivali erano generalmente limitate, anche perché i poteri dell'amministrazione comunale erano piuttosto circoscritti. L’anno amministrativo non coincideva con l’anno solare, ma seguiva il tradizionale anno bizantino che iniziava il 1° settembre e terminava il 31 agosto.
Secondo le regole elettorali dell’epoca, alcuni gruppi di persone erano esclusi dal diritto di voto o di essere eletti. Ad esempio, i consanguinei non potevano ricoprire cariche civiche contemporaneamente, le donne erano escluse da ogni diritto elettorale (attivo e passivo) e chi aveva pendenze legali con l’Università o era debitore nei suoi confronti, così come chi era accusato di crimini o aveva precedenti penali, non poteva partecipare al processo elettorale.
Il Sindaco, inoltre, doveva essere scelto tra i cittadini nobili, ricchi e onesti, e ogni elezione richiedeva l'approvazione del potere regio, che aveva il diritto di intervenire sulla nomina degli amministratori locali.
Una volta insediata, la nuova amministrazione nominava prima di tutto il Cancelliere e una commissione di “Razionali”, un gruppo ristretto di cittadini incaricati di verificare i conti della precedente amministrazione, simili ai moderni revisori dei conti. Successivamente, si convocava nuovamente il Parlamento locale per eleggere i Deputati, che, insieme al Sindaco e agli Eletti, avevano il difficile compito di tassare i cittadini proprietari di beni (i cosiddetti "bonatenenti"). La tassazione veniva applicata secondo il principio della " Gabella" ( imposta sui consumi); solo i poveri e i padri con più di 12 figli erano esentati dalle imposte.
Nel 1742, anche ad Apollosa fu introdotto, senza successo, un rudimentale catasto che cercava di stimare il valore delle proprietà immobiliari e delle altre fonti di reddito dei cittadini, utilizzando il sistema delle once (il Catasto Onciario).
Oltre alla tassazione su base economica, nel bilancio comunale confluivano anche i proventi di vari tributi locali, tra cui i seguenti:
Ius scannaggii: tassa dovuta per ogni animale macellato.
Ius panizandi: diritto di gestire un forno.
Ius prohibendi vinum: diritto esclusivo di commercio del vino a livello locale.
Ius macinandi: tassa sul macinato.
Tassa sul mercato dei maiali: solitamente imposta durante il periodo che andava da novembre a Carnevale (due grana per maiale, una da chi vendeva e una da chi comprava).
Dal totale delle entrate comunali, una parte doveva essere versata alla Corte Reale per i diritti fiscali, un’altra parte al rappresentante locale del potere regio, e il restante veniva utilizzato per le spese generali dell’amministrazione comunale.
Quando si rendeva necessario affrontare spese straordinarie, come quelle derivanti da epidemie, terremoti o alluvioni, oppure per contribuire a spese imposte dallo Stato per necessità militari, il Parlamento locale si riuniva nuovamente. In tali occasioni si discuteva come affrontare la situazione, se aumentando le tasse, introducendo nuove gabelle o, nei casi più gravi, ricorrendo a prestiti.
La vera svolta nella storia amministrativa di Apollosa, come di tutti i comuni dell'Italia meridionale, avvenne durante il cosiddetto Decennio francese (1806-1815).
Con l'arrivo sul trono di Napoli di Giuseppe Bonaparte e, successivamente, di Gioacchino Murat, il Regno fu interessato da una profonda riorganizzazione dello Stato, ispirata ai principi amministrativi della Rivoluzione francese. La finalità era quella di sostituire il vecchio sistema feudale con una moderna amministrazione pubblica, fondata sull'autorità dello Stato e su una più razionale organizzazione del territorio.
Una delle riforme più importanti fu l'abolizione della feudalità, sancita con la legge del 2 agosto 1806, che pose definitivamente fine ai diritti giurisdizionali esercitati dai feudatari sulle comunità locali. I comuni cessarono così di essere soggetti ai poteri feudali e divennero enti amministrativi direttamente dipendenti dal Governo centrale.
Contestualmente vennero aboliti gli antichi Parlamenti locali, nei quali annualmente venivano eletti il Sindaco e gli Eletti, sostituiti da un nuovo ordinamento comunale.
Elenco cronologico dei Sindaci di Apollosa dal 17 marzo 1861 ad oggi
Cliccare sui nomi per visualizzare le immagini, se presenti.
Federico STEFANELLI
( I° Sindaco di Apollosa dal mese dicembre 1860 al mese di aprile 1862 )
Saverio VETRONE
( II° Sindaco di Apollosa dal mese di aprile 1862 al mese di settembre 1862 )
Alessandro VARRICCHIO
( III° Sindaco di Apollosa dal mese settembre 1862 al mese di febbraio 1876 )
Domenico SAVOIA
( IV° Sindaco di Apollosa dal mese febbraio 1876 al mese di febbraio 1882 )
Alessandro VARRICCHIO
( V° Sindaco di Apollosa dal mese febbraio 1882 al mese di maggio 1885 )
Domenico GUADAGNO
( VI° Sindaco di Apollosa dal mese maggio 1885 al mese di gennaio 1892 )
( VII° Sindaco di Apollosa dal mese gennaio 1892 al mese di dicembre 1906 )
( VIII° Sindaco di Apollosa dal mese dicembre 1906 al mese di maggio 1926 )
Nel mese di maggio del 1926, Benito Mussolini istituì la figura politica del Podesta':
funzionario di nomina prefettizia che sostituì e assunse i poteri del sindaco, della giunta e del consiglio comunale,fino alla caduta del regime fascita.
( Podestà di Apollosa dal mese maggio 1926 al mese di gennaio 1931 )
( Podestà di Apollosa dal mese gennaio 1931 al mese di agosto 1936 )
( Podestà di Apollosa dal mese agosto 1936 al mese di dicembre 1937 )
Michele QUAGLIARIELLO
( Podestà di Apollosa dal mese dicembre 1937 al mese di febbraio 1940 )
( Podestà di Apollosa dal mese febbraio 1940 al mese di dicembre 1941 )
( Podestà di Apollosa dal mese di dicembre 1941 al mese di marzo 1944 )
( IX° Sindaco di Apollosa dal mese di aprile 1944 al mese di luglio 1944 )
( X° Sindaco di Apollosa dal mese di luglio 1944 al mese di maggio 1945 )
( XI° Sindaco di Apollosa dal mese di maggio 1945 al mese di aprile 1946 )
( XII° Sindaco di Apollosa dal mese di aprile 1946 al mese di agosto 1947 )
( XIII° Sindaco di Apollosa dal mese di agosto 1947 al mese di luglio 1950 )
Amleto RICCIO
( Comm.Pref. di Apollosa dal mese di luglio 1950 al mese di aprile 1952 )
Alfredo IADAROLA
( Comm.Pref. di Apollosa dal mese di aprile 1952 al mese di giugno 1952 )
( XIV° Sindaco di Apollosa dal mese di giugno 1952 al mese di maggio 1956 )
( XV° Sindaco di Apollosa dal mese di maggio 1956 al mese di agosto 1966 )
( Comm.Pref. di Apollosa dal mese di agosto 1966 al mese di giugno 1967 )
( XVI° Sindaco di Apollosa dal mese di giugno 1967 al mese di gennaio 1973 )
( XVII° Sindaco di Apollosa dal mese di gennaio 1973 al mese di giugno1978 )
( XVIII° Sindaco di Apollosa dal mese di giugno 1978 al mese di luglio 1983 )
( XIX° Sindaco di Apollosa dal mese di luglio 1983 al mese di aprile 1997 )
( XX° Sindaco di Apollosa dal mese di aprile 1997 al mese di maggio 2006 )
( XXI° Sindaco di Apollosa dal mese di maggio 2006 al mese di gennaio 2007 )
Commissario Straordinario dal mese di Febbraio 2007 al mese di Maggio 2007
( XXII° Sindaco di Apollosa dal mese di maggio 2007 al mese di maggio 2012 )
( XXIII° Sindaco di Apollosa dal mese di maggio 2012 )
( XXIV° Sindaco di Apollosa dal mese di giugno 202 2 )
A m m i n is t r a t o r i i n c a r i c a
Elezione diretta del Sindaco e rinnovo del Consiglio Comunale di domenica 12 giugno 2022
Sindaco
Data elezione: 12/06/2022
Data entrata in carica 13/06/2022
Partito: lista civica.
Vicesindaco
Gelsomino Costanzo Ciaediello
Data elezione: 12/06/2022 (nomina: 21/06/2022)
Partito: lista civica.
Assessori
Gelsomino Costanzo Ciaediello
Data elezione: 12/06/2022 (nomina:21/06/2022 )
Partito: lista civica..
Immacolata Travaglione
Data elezione: 11/06/2017 (nomina: 21/06/2022)
Partito: lista civica.
C o n s i g l i e r i C o m u n a l i
[ Gruppo di maggioranza ]
Fabio CORDA
Gelsomino Costanzo CIARDIELLO
Giuseppe Luciano
Immacolata Travaglione
Piero TEDESCO
Saverio SPAGNUOLO
Vincenzo MAIO
[ Gruppo di minoranza ]
Luca QUARATA
In seguito all'abolizione del feudalesimo e alla riforma delle amministrazioni comunali attuata dal governo napoleonico (Regno di Napoli di Giuseppe Bonaparte), gli Eletti furono rimpiazzati da una nuova magistratura: il Decurionato, un organo di dieci membri che coadiuvava il Sindaco nell'amministrazione del Comune.
Le competenze del Decurionato inglobarono quelle precedentemente affidate al Parlamento locale. Il Sindaco, posto al vertice dell'ente, assumeva contemporaneamente le funzioni di ufficiale dello stato civile e di giudice conciliatore.
Con l'Unità d'Italia, gli enti comunali furono oggetto di un'importante ristrutturazione. Attraverso una serie di provvedimenti legislativi, le attribuzioni degli organi comunali vennero ridefinite, precisate ed estese.
Il Consiglio decurionale e i deputati, cui spettavano i vari compiti della vita pubblica locale, lasciarono il posto a nuove strutture amministrative: il Consiglio e la Giunta comunale. Tali organi furono dotati di maggiori competenze e poteri, al fine di rispondere con maggiore efficienza e modernità alle necessità delle comunità locali, nel contesto del nuovo ordinamento unitario nazionale.
Apollosaincifre © Angelo Savoia 2001